ALCOOL E BIOCHIMICA CEREBRALE UN REALE PROBLEMA.

Allo stato dell’arte la letteratura scientifica accredita, per quanto concerne gli effetti biochimici dell’alcool, una azione sulla membrana cellulare neuronale.

Ci sono dati che dimostrano che l’alcool agisce frapponendosi alle molecole delle membrane dei neuroni, se usato per breve periodo aumentandone la fluidità, se usato in maniera cronica rendendole rigide e dure.

La fluidità delle membrane è di fondamentale importanza per il normale ed armonioso funzionamento della microstruttura cerebrale (canali ionici e recettori). In particolar modo l’alcool influenza l’attività dei canali ionici associati ai recettori dell’acetilcolina ,della serotonina e della dopamina.

Il risultato delle attività molecolari è che l’alcool funziona come un depressore in modo molto simile ai barbiturici con i quali c’è tolleranza e dipendenza crociata.

Appare dunque evidente come l’alcool vada ad interagire con la microstruttura cerebrale sin nella sua parte fondamentale (membrana cellulare –canali ionici-neurotrasmettitori) e come vada ad alterare il giusto funzionamento delle sinapsi-centrali operative,e conseguentemente delle corrette comunicazioni cerebrali, fino ad intaccare le capacità cognitive (si pensi all’alterazione dell’attività dell’acetilcolina con compromissione della memoria e dell’apprendimento fino alla demenza), la corretta percezione della realtà e compromissione del pensiero e dell’attività motoria (si pensi alla dopamina ed alle psicosi indotte con allucinazioni e delirio).

A livelli ematici di alcool bassi c’è una attenuazione del pensiero, della capacità di giudizio e delle inibizioni, poi man mano che il tasso alcolico aumenta, l’attività motoria volontaria diventa sempre più impacciata, fino allo stato confusionale ed infine al coma per coinvolgimento dei centri cerebrali primari che coinvolgono la respirazione e l’attività cardiaca.

La dipendenza e abuso di alcool rientra nella classificazione del DSM-IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) come disturbo correlato a sostanze. Indubbiamente l’alcool altera l’equilibrio cerebrale creando un illusione di benessere e un rifugio pericoloso,  basti pensare al contrario di quanto si possa immaginare all’effetto devastante dell’alcool sull’architettura del sonno, che pur essendo indotto, è nella sua architettura compromesso in considerazione della diminuzione delle fasi profonde del sonno (Stadio 4 e  sonno REM ) necessarie per poter vivere.

 

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