EX CASERMA ROSSANI, IL COMUNE DI BARI CERCA UNA SOLUZIONE ‘CONDIVISA’

BARI – Ieri mattina negli uffici dell’assessorato all’Edilizia Residenziale Pubblica, gli assessori comunali Brandi, Galasso e Tedesco hanno incontrato una delegazione del collettivo "Rossani liberata" per definire di comune accordo il percorso giuridico-amministrativo utile a valorizzare l’esperienza che i ragazzi stanno portando avanti all’interno della Caserma Rossani e contestualmente avviare il percorso di partecipazione che coinvolgerà l’intera cittadinanza e che stilerà le linee guida per i successivi interventi di riqualificazione dell’intera area.

Oggi si sono definiti i termini di un accordo di comodato d’uso temporaneo che affiderà alcuni degli immobili presenti nella ex Caserma Rossani ai ragazzi del collettivo che entro la prossima settimana dovranno costituire un’associazione di fatto che abbia tra gli scopi sociali la realizzazione di attività di pubblica utilità e rilevanza sociale aperte alla condivisione con tutte le altre realtà associative cittadine. L’accordo temporaneo avrà durata massima di 18 mesi.

Nei prossimi giorni, in accordo con i responsabili del “collettivo”, l’assessore Galasso procederà insieme ai tecnici degli uffici comunali ad un sopralluogo all'interno della Rossani per verificare l’effettivo stato degli edifici attualmente utilizzati.

 “Con i ragazzi che stiamo incontrando abbiamo chiarito i reciproci diritti e doveri – dichiarano gli assessori interessati – Questo ci ha consentito di instaurare con loro un rapporto franco che ci permetterà di valorizzare le esperienze e le attività attualmente in corso e favorire l’inclusione di ulteriori contributi di singoli cittadini o associazioni alla progettazione dell’intera area. Noi contiamo di concludere presto il processo di affidamento per aprire il cantiere della partecipazione. Su input del sindaco Decaro – che più volte ha incontrato i ragazzi – e di tutta la giunta comunale è nostra intenzione dialogare con i cittadini, e canalizzare nei termini dei processi consentiti dalla legge tutte le esperienze e le attività che si aprano alla città e alla valorizzazione del bene comune”.

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