MALASANITÀ, PUGLIA AL TERZO POSTO PER NUMERO DI CASI

L’ultimo caso in ordine di tempo risale a oggi: “La operano per toglierle una fettuccia dimenticata nell’utero durante l’ultima gravidanza ma le lasciano una garza. In ventiquattro ore una 33enne barese, subisce due differenti interventi chirurgici”. In Puglia solo nel 2013 l'associazione “Codici” (Centro per i diritti del cittadino), ha raccolto quasi 100 segnalazioni che hanno come oggetto presunti casi di malasanità. Secondo i dati in possesso dell’associazione, comunicati durante un incontro che si è svolto nell’Aula “Aldo Moro” del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Bari, nella classifica dei decessi per malasanità, la Puglia registra il 6,3% di denunce, dopo la Sicilia che occupa il primo posto con il 20% e la Calabria al secondo con il 19%. Già nel 2012, la Commissione Parlamentare sugli errori medici presentò una relazione sul fenomeno: la Puglia contava 36 casi in totale di cui 25 decessi. In totale, negli ultimi nove anni gli errori medici sono costati alla sanità pubblica quasi 1,5 miliardi di euro, di cui la cifra record di 300 solo nel 2012. Spesso si tratta di errori dovuti a negligenza medica, errate diagnosi che spesso hanno portato a decessi. Tra le cause della malasanità ci sono anche: carenze strutturali, macchinari obsoleti e malfunzionanti, personale carente e posti letto sempre più precari. Accanto alla malasanità c’è poi la malagiustizia. Chi ha subito danni, ha difficoltà a veder riconosciuto il nesso di causalità, ma ha problemi anche a presentare gli incartamenti a causa dei termini di prescrizione estremamente brevi.

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