A BARI GIORNATA DI MOBILITAZIONE CAMBIARE LE PENSIONI CGIL CISL UIL

Grande adesione a Bari per la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil per portare avanti la vertenza sulla pensioni dopo la mancata risposta del governo. L'iniziativa è stata decisa a livello nazionale dalle Confederazioni, che hanno puntato sull'iniziativa unitaria.  "Il governo–  hanno spiegato Pino Gesmundo della CGIL Bari, Giuseppe Boccuzzi della CISL Bari e Aldo Pugliese della UIL – non ha inteso finora aprire un confronto sul tema pensioni come richiesto per ultimo dai segretari generali al presidente del Consiglio. Anzi, ad aggravare il quadro, è partito un attacco anche alle pensioni di reversibilità e prosegue una discussione che, in assenza di una proposta governativa, continua ad aver al centro l'obiettivo di scaricare il costo di qualunque modifica per intero sui lavoratori. Ciò nel mentre i problemi diventano sempre più acuti sia sul versante dell'occupazione giovanile che su quello della condizione di lavoro di chi svolge occupazioni pesanti e faticose, di chi è precoce, di chi il lavoro lo perde e rimane privo di reddito".

La piattaforma unitaria, da parte sua, "chiede modifiche sostanziali al sistema previdenziale così come delineato per ultimo dalla manovra Fornero e pone il problema sia delle pensioni future dei giovani e delle donne, per i quali è necessario ricostruire un quadro di solidarietà, sia dei lavoratori prossimi al pensionamento che hanno bisogno di vedersi riconosciute flessibilità in uscita e pensione anticipata a 41 anni di contributi senza aggancio automatico all'attesa di vita". Negli attivi del 17 dicembre che hanno visto la mobilitazione di migliaia di delegati a Torino, Firenze e Bari, "abbiamo assunto l'impegno dell'apertura di una vera e propria vertenza che costruisca le condizioni per raggiungere i risultati che auspichiamo".

Giuseppe Boccuzzi  Segretario Generale Cisl Bari spiega – " Oggi siamo qui con CGIL e UIL per dire basta a questo sistema pensionistico. la peggiore legge previdenziale d'Europa. Cambiare le pensioni per dare lavoro ai giovani è lo slogan, giustissimo se pensiamo che ne 2007 l'anno in cui sono iniziate le leggi di riforma l il tasso di disoccupazione giovanile era del 20,3% oggi è al 39,1% determinato da questo sistema rigidissimo di uscita e di accesso all'età pensionabile. Da tempo stiamo sollecitando il governo di presentarci una proposta seria, siamo stanchi di ascoltare opinionisti da Bar ma vogliamo un sistema pensionistico equo e sostenibile.41 anni di contributi sono la misura giusta di accesso al pensionamento"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.