25 APRILE CERIMONIA AL SACRARIO

Due cerimonie, al Sacrario di Japigia e a Palazzo di Città, per commemorare il 71° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La prima delle due iniziative, organizzate dal Comune di Bari in collaborazione con l’Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, si è tenuta presso il Sacrario militare dei Caduti d'Oltremare, con la cerimonia della deposizione e benedizione delle corone di alloro, alla presenza delle autorità civili e militari. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il sottosegretario al Lavoro Massimo Cassano, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il sindaco di Bari, Antonio Decaro. "La Resistenza – ha ricordato Decaro – altro non è stata che la vittoria collettiva di migliaia di idee e di vite che hanno fatto la storia dell’Italia. Ognuna di queste ha la sua importanza, piccola o grande che sia, in un porto siciliano o nelle valli della Lombardia, tra i vicoli romani o nelle decorate sale del Teatro Piccinni qui a Bari, dove mi piace ricordarlo sempre, si celebrò un importante momento che assunse un ruolo determinante nelle concitate fasi che portarono al 25 aprile del 1945. Proprio a Bari, infatti, si svolse la prima assemblea del Comitato di Liberazione Nazionale, nel gennaio del 1944, che vide la partecipazione di decine di giovani intellettuali, esponenti politici desiderosi di dare il proprio contributo alla storia di questo Paese. Con orgoglio oggi possiamo dire che la nostra città ha contribuito con le sue tante piccole ma importanti storie al grande ed eroico mosaico della liberazione dal nazifascismo nel nostro Paese". "In nome di tutte le libertà ancora negate – ha detto ancora Decaro – in nome di tutti gli uomini e le donne che continuano a resistere, mi tornano in mente le parole che Papa Francesco ha pronunciato al suo ritorno da Lesbo: "Perdonate la chiusura e l'indifferenza delle nostre società che temono il cambiamento di vita e di mentalità”. Non dobbiamo avere paura di prestare assistenza ed accoglienza a chi ne ha bisogno anche se il colore della sua pelle, la sua lingua e la sua religione sono diverse dalla nostra. Il nostro Paese è depositario di tradizioni di civiltà, di cultura, di umanità e di accoglienza e, come ha detto il Presidente Mattarella, dobbiamo essere fieri per l'abnegazione e la generosità con cui i nostri militari e i tanti volontari salvano ed assistono migliaia di esseri umani che fuggono da guerre, da miseria e condizioni disumane. Bari – ha proseguito il primo cittadino – è una città di mare, di approdi, di partenze. Per secoli è stata attraversata da popoli e culture differenti e ha scelto come patrono un santo dalla pelle nera, il vescovo di Myra, quel San Nicola venerato da milioni di fedeli in tutto il mondo e che tra qualche giorno ci accingiamo a festeggiare. Bari è una grande città del Mediterraneo che da sempre fa i conti con la vitalità di un mare che porta con sé gli echi di altri Paesi e di altre storie. Ha vissuto e vive le contraddizioni e i limiti legati all’accoglienza di popoli in fuga. Eppure non ha mai rinunciato ai principi dell’accoglienza e ad esercitare l’arte del dialogo. Continuerà a farlo, ricordando tutti quelli che fuggirono dall’Italia e dall’Europa perché perseguitati dalla dittatura nazifascista". Il primo cittadino ha preso poi parte alla seconda cerimonia, che si è tenuta presso la lapide facciata esterna di Palazzo di Città.

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