Tre arresti nel clan Telegrafo per il tentato omicidio di Giuseppe Mercante

Un tentato omicidio "eccellente", che riaccende la rivalità tra i clan Mercante e Telegrafo, in lotta per la gestione delle attività illecite nei quartieri Libertà e San Paolo. L'agguato al boss Giuseppe Mercante, detto 'Pinucc u drogat' e considerato a capo dell'omonimo clan del Libertà, avviene il pomeriggio del 22 agosto 2012, in via Nicolai, nel cuore del quartiere. Mercante, scarcerato da pochi mesi dopo un lungo periodo di detenzione, viene gravemente ferito da due colpi di pistola mentre si trova nei pressi di una pescheria.

Dopo lunghe indagini coordinate dalla Dda, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari, guidati dal dirigente Luigi Rinella, hanno chiuso il cerchio su quell'episodio, arrestando i presunti responsabili. Un agguato che – hanno ricostruito gli investigatori – si colloca nella guerra tra i clan Mercante e Telegrafo. La rivalità, cominciata nel 2005 con l’omicidio di Amleto Mercante, fratello di Giuseppe, si acuisce proprio con il ferimento di 'Pinucc u drogat' e sfocia poi, nel dicembre 2014, nell'omicidio di Donato Sifanno, nipote di Giuseppe Mercante, che viene ferito mortalmente a colpi di Kalashnikov al quartiere San Paolo. 

In manette, con le accuse, a vario titolo, di tentato omicidio, porto e detenzione di armi da sparo e ricettazione, sono finiti Donato Telegrafo, 29 anni, e il fratello Arcangelo (24 anni), già detenuto a Lecce per l'omicidio Sifanno, e Tonino Rizzo, 32 anni, appartenente all'omonimo gruppo criminale di Rutigliano 'alleato' dei Telegrafo in particolare per lo spaccio di sostanze stupefacenti.

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