LA DROGA A BARI, ARRIVA LA COCAINA. L’INTERVISTA 9° PUNTATA

Cresce consumo cocaina Bari. I livelli di consumo sono cresciuti vertiginosamente: Bari è alle stime di Londra e Milano. E a farne uso anche i giovanissimi. Le opinioni e i pareri dei baresi nella puntata de L'intervista.

Cresce consumo cocaina Bari: perché in aumento?

Ma perché il consumo di questa droga è in costante aumento? E come mai ha raggiunto i livelli delle grandi metropoli? Questa è la voce diretta dei cittadini baresi raccolta dalla redazione giornalistica ANMIC BARI Racconta. Editore e Proprietario ANMIC Comitato provinciale di Bari. Direttore responsabile Michele Caradonna.

A Bari il consumo di cocaina negli ultimi tempi è cresciuto vertiginosamente: le stime parlano di livelli elevati quanto nelle grandi metropoli occidentali. Se prima la cocaina era la droga dei ricchi, oggi l’età e il portafoglio medio si sono drasticamente abbassati. A farne uso, sempre più spesso, sono i giovani e giovanissimi.

Cresce consumo cocaina Bari: le opinioni dei baresi

“La cocaina – commenta un ragazzo – è una droga che sicuramente sta diventando sempre di più socialmente accettata”. “Si sta creando – prosegue – una narrazione della cocaina come una sostanza che, sì, fa male però.. alla fine riesco a controllarla”. “È diventata praticamente una droga di uso comune; è facile reperirla e rintracciarla”, sottolinea un altroi cittadino. “Ora è più facile acquistarla, venderla, usarla.. Ci sono pochi controlli sulla cocaina secondo me”, interviene poi un altro ragazzo. “Chi è che non porta la 20 euro in tasca..?”, è il commento di un cittadino.

Il dato preoccupanto è che è diminuita l'età di chi ne fa uso. I costi sono molto bassi rispetto al passato e quindi se la possono permettere anche i disoccupati, chi va a scuola..

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L’ANMIC, è opportuno ricordare, è l’Associazione nazionale a tutela delle persone con disabilità, ed è presente in Italia dal 1956; si tratta dell’ente più rappresentativo della categoria con i suoi 150mila iscritti ed è riconosciuta con decreto del Presidente della Repubblica del 23 dicembre 1978.

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