ZERO BARRIERE E DA CREMA L’APPELLO VIENE RACCOLTO DA UN CANTAUTORE ED ARRIVA A SANREMO – ANMIC

L’iniziativa è partita dalla sede provinciale dell’ANMIC di Cremona nel 2017 che ha dato vita al movimento Crema Zero Barriere.

“Ho infatti percepito la necessità di organizzare una realtà, che concentrasse la sua attenzione in un settore specifico: le barriere architettoniche ma anche mentali/culturali, che sono le più radicate e difficili da estirpare e da cui provengono, come sovente ripeto, le stesse barriere architettoniche”.

Cristina Piacentini consigliera provinciale ANMIC Cremona e  portavoce del Comitato “Crema Zero Barriere”.

A Crema c’era la necessità di far decollare il PE.BA Piano di eliminazione delle barriere architettoniche.

In genere la disabilità, in molte delle sue forme, non è in se stessa un ostacolo a una vita vissuta pienamente e ciò che trasforma la disabilità in “handicap” è proprio frutto della società con le sue barriere sia architettoniche sia culturali. Spesso basterebbe poco per risolvere i problemi e far sì che la quotidianità di una persona con disabilità non si trasformi in “una corsa ad ostacoli”, ma da parte di chi disabile non è, manca troppo spesso la volontà di fare quel poco.


L’intervista a Cristina Piacentini – Consigliera Provinciale ANMIC Cremona
e portavoce comitato Crema Zero Barriere

Le leggi ci sono, però purtroppo i principi generali racchiusi nelle norme e nei documenti si scontrano continuamente con l’ignoranza, l’indifferenza di chi pensa che la disabilità non sia un suo problema. Da qui auto parcheggiate nei posti riservati alle persone con disabilità munite di contrassegno, biciclette lasciate lungo i marciapiedi, che ostacolano i passaggi ecc. ecc.

Nell’immaginario collettivo si ritiene che il “disabile” debba essere aiutato per i bisogni primari come scuola, lavoro, pensione e si debba invece “accontentare” per quanto riguarda il fare shopping, visitare un museo, andare al cinema, a teatro, viaggiare …  dimenticando quindi che la persona con disabilità è e resta una persona come tutti, con desideri come tutti e quindi con il diritto anche a una vita sociale, che non precluda momenti di socializzazione e svago.

Eliminare le barriere architettoniche nelle nuove costruzioni e anche quando i locali vengono ristrutturati è necessario se si vuol raggiungere l’obiettivo di una città non solo accessibile ma più “comoda” per TUTTI.

Se s’iniziasse con regolarità a progettare tenendo conto delle esigenze di tutti sarebbe un servizio a favore dell’intera comunità perché nel cammino della vita potrebbe tornare utile a ciascuno. Raggiungere una migliore fruibilità della città in toto rappresenta una grande opportunità, anche d’immagine, per il Comune oltre dal punto di vista del turismo e  poi non deve essere “normale” che sei hai una disabilità certe cose non le fai, in certi posti non ci vai, che non importa se ci sia oppure no un bagno accessibile e che le condizioni di accessibilità siano decise da chi disabile non è. Inutile sistemare il pregresso se si continuano a “creare” barriere queste non si elimineranno mai!

In Crema il 90% circa delle ristrutturazioni degli esercizi commerciali, anche avvenute in tempi recenti e in modo totale e/o con cambio di destinazione d’uso, continuano ad avere gradini all’ingresso!

Gli abusi del contrassegno disabili o l’occupazione dei parcheggi riservati alle persone con disabilità.

È necessario fermare questo utilizzo improprio e questi segni di inciviltà. Leggi come la 104/92 vanno difese e rispettate perché hanno contribuito a migliorare la vita di chi si muove con difficoltà e quindi bisogna sollecitare le forze dell’ordine al controllo e ad intervenire ogni qualvolta l’abuso sia palese e in questo senso si è più volte interessato il Comandante della Polizia Locale.

Fonte ANMIC24

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