Adeguamento pensioni troppi ritardi per gli aumenti e per gli arretrati. – ANMIC

Adeguamento pensioni: molta Delusione da parte degli aventi diritto. Ecco alcuni suggerimenti e consigli dal Presidente ANMIC prof. Nazaro Pagano su come risolvere gli eventuali intoppi.

Un rinfresco normativo su come si è giunti all’adeguamento pensionistico

Grande preoccupazione tra le persone con disabilità per la grande confusione che si sta determinando intorno all’aumento delle  pensioni di invalidità. Infatti molte persone disabili, verificando sul sito INPS il proprio cedolino pensione, si sono accorte che non c’è stata maggiorazione con il riconoscimento dell’importo che ci si aspettava.

Dobbiamo ricordare che, la sentenza 152 del 23 giugno 2020, insieme alla circolare 107 del 23 settembre 2020, avevano stabilito che avevano diritto a tale incremento:

  • gli invalidi civili totali o sordi o ciechi titolari di pensione, come dettato dall’articolo 38 comma 4 della legge 448 del 2001;
  • i titolari di pensione di inabilità previdenziale, ai sensi della legge 222/ 1984 tra cui le persone tra i 18 e i 60 anni.

Tale incremento avrebbe consentito a tali categorie di arrivare ad una retribuzione complessiva di 650 euro per tredici mensilità.

Adeguamento pensioni: la posizione dell’INPS

L’INPS successivamente aveva emanato una circolare esplicativa evidenziando che solo i titolari di pensione di inabilità previdenziale, ai sensi della legge 222 del 1984 dovevano presentare domanda.

Le domande più frequenti. Io non ho avuto l’aumento? Quali le cause? Ecco alcune spiegazioni. 

Ecco nello specifico, cosa è accaduto. Si sono verificate due situazioni: chi non ha trovato ad oggi alcun incremento e chi invece, ha trovato un seppur piccolo incremento che non consente di arrivare alla cifra di 651 euro mensili.

Bisogna prendere in considerazione due elementi fondamentali legati al limite reddituale personale pari ad 8.469,63 o al reddito coniugale pari a 14.447,47.

La questione da comprendere è che l’integrazione è nella misura massima laddove naturalmente non ci sono altri redditi se non la pensione di invalidità, cioè la sola pensione di 285 euro al mese.

Solo in quel caso, non superando il reddito personale di 8.469,63 o non superando il reddito coniugale di 14.447,47, quindi con reddito pari a zero, si ha diritto all’adeguamento della pensione. La domanda che ci viene sollevata in questo momento è: io non ho avuto l’aumento.

Cosa devo fare? Ecco alcune spiegazioni:

  • l’INPS ha iniziato ad erogare gli aumenti dal mese di ottobre e tale ente si occupa anche di altre situazioni previdenziali che stanno generando il ritardo;
  • molti impiegati lavorano in smart working e probabilmente non tutte le pratiche sono state lavorate è solo una questione di tempo;
  • probabilmente  nelle singole posizioni pensionistiche   risulti erroneamente qualche altro reddito che impedisce di fruire di tale incremento.

ANMIC INFORMA puntata del 2 novembre 2020 – Conduce il prof. Nazaro Pagano Presidente Nazionale ANMIC

Ecco alcuni Consigli utili per comprendere le motivazioni del ritardo del pagamento

Recarsi presso le sedi INPS o presso le nostre sedi territoriali ANMIC e richiedere una ricostituzione della propria situazione pensionistica per verificare gli eventuali motivi ostativi o per acclarare un eventuale errore.

“In ogni caso vorrei tranquillizzare – evidenzia il Prof. Nazaro Pagano Presidente Nazionale ANMIC – che l’ ANMIC ha provveduto a girare all’INPS le segnalazioni avute e soprattutto, abbiamo sollecitato un incontro con l’INPS per creare la possibilità di costituire un tavolo tecnico per risolvere in tempi brevi adeguamenti ed arretrati”.

Il lavoro dell’ANMIC è capillare e quotidiano: chiunque pensi di essere stato danneggiato da un’azione dell’INPS, sicuramente può rivolgersi alle nostre sedi provinciali.

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Fonte ANMIC24

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