Discriminazioni: prosegue l’attività del numero verde dell’ANMIC

In questo periodo sono giunte molteplici richieste di informazioni e di segnalazioni in merito alla possibilità di svolgere l’attività lavorativa in modalità smart working per le persone con disabilità. Molto spesso queste richieste sono soggette a discriminazioni.

Discriminazioni: il caso del sig. A.T., di Napoli. 

Il sig. A. chiede delucidazioni in merito alla possibilità di svolgere attività lavorativa in maniera agile. A. ha una disabilità totale, con 104 in gravità (art.3 comma 3) e con patologia legata alla spina bifida occulta, che lo rende immunodepresso. L’azienda per cui lavora, infatti, gli ha comunicato l’esigenza di tornare a svolgere attività lavorativa in sede.

Si spiega al sig. A. che, con la conversione in legge del DL del 14-08-2020 n.104 (il cosiddetto DL Agosto), dal 16 ottobre al 31 dicembre 2020 c’è la possibilità per i lavoratori immunodepressi, per i lavoratori con patologie oncologiche, per i lavoratori sottoposti a terapie salvavita (nonché per i loro familiari conviventi) di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile. 

Tale modalità può consistere anche in un cambio di mansione facente parte della stessa categoria (si veda lo specifico CCNL di riferimento) o lo svolgimento di attività formative da remoto. Questo eviterebbe qualsiasi tipologia di discriminazioni.

Si suggerisce al sig. A. di far presente tali possibilità alla sua azienda, in cui svolge la mansione di impiegato amministrativo.

Si riceve successiva comunicazione telefonica in cui il sig. A. conferma che l’azienda gli dà modo di svolgere in primo luogo attività di formazione in modalità remota. Importante anche l’impegno assunto al fine di permettere al disabile di svolgere la sua mansione in maniera agile dalla propria abitazione fino al giorno 31 dicembre 2020. 

Discriminazioni: il caso della sig.ra S.B., Livorno.

La sig.ra S. è assunta in un’azienda privata di Livorno che si occupa di spedizioni attraverso il collocamento mirato, secondo la L.68/99.  La signora, in corso di rapporto di lavoro, ha chiesto di essere sottoposta a visita medico legale presso la Commissione di invalidità civile richiedendo un aggravamento. Il motivo sono le problematiche legate alla sua patologia si sono acutizzate. 

La percentuale di invalidità è aumentata e la signora ci ha contattati per essere tutelata. Teme il licenziamento da parte dell’azienda, in quanto ha forti difficoltà a svolgere il suo lavoro che prevede molte ore in piedi.  Il datore di lavoro si è infatti mostrato intollerante riguardo alla sua disabilità e la signora teme che voglia approfittarne per allontanarla dall’azienda. 

Il licenziamento è legittimo solo come soluzione estrema,

Si avvisa la sig.ra S. che il licenziamento è legittimo solo come soluzione estrema, cioè nel caso in cui non possano essere apportate modifiche al profilo lavorativo già in essere o non possa essere adibita ad altra mansione del medesimo livello contrattuale o, infine, nel caso in cui non sia possibile svolgere il lavoro in modalità agile, che in questo periodo è fortemente raccomandato anche per evitare discriminazioni.

Il primo suggerimento è quello di richiedere la visita con il medico aziendale competente in modo da ottenere la conferma della sua idoneità al lavoro anche se con limitazioni. In questo modo il licenziamento sarebbe diventato illegittimo e sarebbe stato possibile reagire all’eventuale abuso con i mezzi di legge.

Successivamente la sig.ra S. ci ha informato che l’azienda per cui lavora, visto l’esito della visita con il medico competente, le ha proposto un cambio di mansione che possa essere congeniale alle sue difficoltà a stare in piedi per lungo tempo e che, pertanto, non si rende necessario operare al licenziamento.

Il numero di chiamate per problematiche lavorative in quest’ultimo periodo è aumentato, perché i lavoratori con disabilità stanno incontrando notevoli problemi ad attivare lo smart working, ad ottenere i congedi e temono che la crisi economica che molte aziende stanno attraversando metta a rischio il loro posto di lavoro. Tutto volto ad evitare discriminazioni.

Sei vittima di discriminazioni? Per qualsiasi segnalazione nel tuo comune, contatta la sede provinciale ANMIC più vicina alla Tua abitazione oppure chiama il Numero Verde ANMIC 800.572.775

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Fonte ANMIC24

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