Un anno di pandemia e l’impegno costante di ANMIC |Breve resoconto.

A un anno dallo scoppio della Pandemia vediamo cosa è successo e come questa crisi ha investito e interessato la sfera dei diritti delle persone con disabilità. Prima dello scoppio della pandemia ci aspettavamo molto dall’anno 2020 in termini di raggiungimento di nuovi obiettivi per tutti i disabili e per le loro famiglie: la definitiva implementazione di leggi e norme di fondamentale importanza non solo per i disabili, ma per tutta la società. 

All’improvviso, però, il Covid-19, un nemico invisibile ha stravolto la vita di tutta l’umanità. Un virus ha scatenato una pandemia, improvvisa ed inaspettata, investendo tutti. Causando dolore, sofferenza, angoscia, morte.

La quotidianità e le certezze che avevamo sono state condizionate e stravolte. In questo anno di pandemia è rimasto costante l’impegno di ANMIC.

ANMIC come associazione, nel rispetto delle norme sanitarie e a tutela di tutti, ha dovuto modificare le modalità operative nei confronti degli associati. Le attività quotidiane hanno subito delle variazioni nell’approccio e nelle dinamiche giornaliere. Pur garantendo la vicinanza agli associati, continuando nell’erogazione dei servizi, assicurando la tutela della categoria in tutti quei contesti dove si trattano i temi della disabílità, supportando le esigenze di tutti i cittadini disabili che per vari motivi si si sono rivolti e si rivolgono ad ANMIC.

L’impegno di ANMIC durante il Coronavirus

“Durante la Pandemia – spiega il prof. Nazaro Pagano presidente nazionale ANMIC – abbiamo continuato ad interagire con le Istituzioni, sia nazionali che regionali e territoriali. Ci siamo adoperati per indirizzare interventi, sollecitare provvedimenti, modificare prassi non rispondenti alle esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie.”

Lavoro e congedi straordinari

Estensione dei giorni di permesso ex legge 104/92

Con il Decreto “Cura” all’art. 24, ANMIC ha chiesto ed ottenuto, l’estensione dei giorni di permesso ex legge 104/92, che nella normalità, sono di 3 giorni mensili e che nei mesi di marzo e aprile 2020 aumentarono di ulteriori 12 giorni. Passando complessivamente ad un totale di 18 giorni. Con l’approvazione del Decreto Rilancio, ANMIC ha chiesto ed ottenuto che questa misura di sostegno fosse prorogata per tutto maggio e giugno.

Per i genitori di figli di età non superiore a 12 anni è stato concesso un congedo straordinario di 15 giorni.

A livello economico il governo ha previsto il 50% della retribuzione spettante. ANMIC ha chiesto ed ottenuto che il limite di età dei figli non si applicasse per i figli con handicap in situazione di gravità iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospiti in centri a carattere assistenziale.

ANMIC ha ottenuto che le assenze dei lavoratori disabili fossero equiparate al ricovero ospedaliero. Ha ottenuto inoltre che le assenze dal servizio dei lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità non fossero computate ai fini del comporto.

Per approfondire l’argomento è possibile consultare il nostro sito a questo link.

Adeguamento delle pensioni di invalidità civile

L’Anmic tra il 2008 e il 2009 presentò una proposta di legge di iniziativa popolare raccogliendo oltre 350.000 firme.

Nel 2008 alla Camera dei deputati venne quindi presentata una proposta di legge per l’incremento del trattamenti economici in favore degli invalidi civili.  La proposta includeva anche gli invalidi civili parziali. A questo link tutti i dettagli.

Tale proposta fu depositata presso il Senato della Repubblica Italiana e calendarizzata nell’undicesima Commissione Affari Sociali. Tutto questo accadeva oltre 10 anni fa.

La richiesta era semplice: aumentare il beneficio economico sia per gli invalidi parziali (74/99 %) che per gli invalidi totali (100%)”. A distanza di 12 anni, dopo sollecitazioni, proposte e suggerimenti, la Corte Costituzionale ha ritenuto che la cifra 290 euro risulta inadeguata per una pensione. 

Ma tale adeguamento è stato riconosciuto soltanto alle pensioni di invalidità totale. Ad oggi, gli invalidi parziali non hanno beneficiato di nessun aumento.

Con la sentenza 152 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’articolo 38 della legge 448 del 2001 nella parte in cui si dice che i benefici incrementatitivi sono estesi ai soggetti di età uguale o superiore a 18 anni.

“Come ANMIC – spiega il prof. Nazaro Pagano presidente nazionale ANMIC – esprimiamo soddisfazione perché la Corte ha ribadito che le scelte allocative di bilancio, pur essendo discrezionali, devono tener conto che le erogazioni di prestazioni sociali incomprimibili riducono l’ambito della discrezionalità. Proviamo però amarezza perché un diritto Costituzionale non è stato garantito dal potere legislativo. Ancora una volta si è dovuto ricorrere alla Corte Costituzionale per sancire un diritto previsto dalla nostra carta Costituzionale. 

I limiti di reddito

A decorrere dal 20 luglio 2020 agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità è riconosciuta d’ufficio una maggiorazione economica. La maggiorazione deve garantire un reddito complessivo pari, per il 2020, a 651,51 euro per tredici mensilità. Ecco quali sono i limiti di reddito:

  • il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori a 8.469,63 euro (pari all’importo massimo moltiplicato per tredici mensilità)
  • il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere: redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro; redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro.

“Se entrambi i coniugi – precisa l’INPS – hanno diritto all’incremento, questo concorre al calcolo reddituale. Pertanto, nel caso in cui l’attribuzione del beneficio a uno dei due comporti il raggiungimento del limite di reddito cumulato, nulla è dovuto all’altro coniuge. 

Se invece il limite non viene raggiunto, l’importo dell’aumento da corrispondere a un coniuge deve tener conto del reddito cumulato comprensivo dell’aumento già riconosciuto all’altro”. Ulteriori approfondimenti qui

Un anno di pandemia ma la battaglia di ANMIC continua anche per gli invalidi parziali

“Le persone con disabilità parziale quelle che vanno dal 74 al 99% – spiega il prof.Nazaro Pagano presidente nazionale ANMIC – non hanno avuto nessun riconoscimento. Giusti e opportuni correttivi devono essere messi in campo per gli invalidi parziali e totali. Queste persone devono beneficiare di un trattamento economico che al momento definire indegno é un eufemismo“.

L’impegno di ANMIC dal 1956 ad oggi

ANMIC opera nelle attività gestite in regime di convenzione con gli Enti locali e soggetti privati nei settori del trasporto, dell’assistenza domiciliare, della formazione professionale, dello sport e del tempo libero.

Dal 1956 è presente sul territorio nazionale con 104 sedi Provinciali e diverse delegazioni che svolgono attività di: segretariato sociale, disbrigo pratiche amministrative, riferimento di Leggi e Normative, consulenza medica, consulenza legale, sportello informativo ed altre iniziative.

Ha rapporti istituzionali per le politiche della disabilità con Governo, Parlamento, INPS, Ministero del Lavoro e MIUR e con tutti gli altri Ministeri interessati.

Oggi in piena pandemia ha anche una corsia preferenziale. Il rapporto diretto con il Ministero per la Disabilità. Un aiuto in più per tutte le persone con disabilità e per le loro famiglie.

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Fonte ANMIC24

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