Ddl Zan condanna le discriminazioni sulla disabilità

Il Ddl Zan, dal nome del suo relatore, il deputato Alessandro Zan prevede anche la condanna delle discriminazioni sulla disabilità. Il disegno di legge indica: “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”.

ANMIC da sempre si batte per contrastare tutte le forme di discriminazione perpetrate nei confronti delle persone con disabilità, non entriamo nel merito del Ddl Zan e di come sarà applicato ma ritenevamo utile segnalare cosa sta accadendo oggi al Senato.

Quasi ogni giorno i media segnalano all’opinione pubblica casi di violenza sui disabili. Questo accade in luoghi sicuri come nelle scuole o nei centri diurni ma anche tra le mura di casa dove parenti o badanti aggrediscono i disabili affidati alle loro cure.

L’Ufficio antidiscriminazione ANMIC – il nostro impegno da anni

Per dare un sostegno reale alle persone con disabilità che subiscono una discriminazione, l’ANMIC ha al suo attivo da anni lo Sportello Antidiscriminazione. Solo nel 2020 sono state registrate 1424 denunce, provenienti da tutta Italia.  Si tratta di casi di discriminazione diretta e indiretta a carico di persone con disabilità o anche casi in cui non sono state rispettate le “Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazione” previste dalla Legge n.67 del 1 marzo 2006.

Per segnalare discriminazioni o abusi esistono diversi canali ANMIC:

  • E-mail all’indirizzo di posta elettronica dedicato: antidiscriminazione@anmic.it
  • Numero Verde: 800572775
  • Di persona recandosi presso gli uffici territoriali ANMIC 
  • A marzo l’Anmic ha istituito un nuovo numero telefonico (347.949498). Serve per rispondere alle richieste di chiarimenti sulle nuove misure a favore delle persone con disabilità a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Cosa prevede il disegno di legge Zan

Il Ddl Zan modifica gli articoli 604-bis e 604-ter del Codice penale in materia di violenza/discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere. Da ottobre prevede anche la condanna delle discriminazioni sulla disabilità.

Con l’approvazione in Senato, ci sarebbe quindi l’istituzione in Italia di alcuni nuovi reati, l’istituzione di una giornata nazionale contro le discriminazioni (il 17 maggio) e lo stanziamento di quattro milioni di euro all’anno per iniziative di contrasto al fenomeno.

Severe le pene previste: dalla reclusione fino a un anno e 6 mesi (o una multa fino a 6.000 euro) per chi istiga o commette atti di discriminazione, fino ai 4 anni di reclusione per chi partecipa o favorisce le organizzazioni, le associazioni, i movimenti, i gruppi che hanno lo scopo, o uno degli scopi, nell’incitamento alla discriminazione o alla violenza sulle suddette categorie.

L’abilismo

L’abilismo riguarda tutte quelle violenze fisiche, alla proprietà e verbali perpetrate ai danni delle persone con disabilità. Non è un fenomeno marginale. I dati raccolti dall’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri sono allarmanti. L’Italia soltanto nel 2019 registra 188 segnalazioni, ma nell’ombra ci sono anche altri tipi di discriminazioni come ad esempio quelle sulla disabilità. I numero sulla mdisabilità sono altissimi così come dimostrano i dati del centro Antidiscriminazione dell’ANMIC.

A che punto è il Ddl Zan

La legge è arrivata alla Camera a ottobre dopo vari rinvii e polemiche. Dopo una lunga discussione la proposta è stata approvata con l’aggiunta di alcune modifiche importanti come l’estensione delle misure previste anche ai delitti commessi per ragioni legate alla disabilità della vittima. Oggi è ferma in Senato.

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Fonte ANMIC24

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