La crisi del modello Welfare: tante opportunità ma che non funzionano.

“La crisi pandemica ha messo in evidenza tutte le criticità nel nostro modello di welfare. Un modello che non ha saputo proteggere le persone con disabilità e neanche tutti gli altri”. Lo ha detto il prof.Nazaro Pagano presidente nazionale ANMIC durante la trasmissione ANMIC Informa del 19 aprile. (Cerca Radio ANMIC 24 o ascoltata sul portale di informazione www.anmic24.com oppure sulla pagina Facebook “ANMIC Presidenza nazionale”, anche sul nostro canale video di YOUTUBE)

“A livello decisionale vediamo una situazione troppo frammentata tra i vari ambiti territoriali. Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito ad un proliferare di norme che si sono accavallate e sono andate in contrasto tra loro – prosegue il prof. Nazaro Pagano presidente nazionale ANMIC – per questo è necessario mettere ordine nel quadro complessivo sui temi della disabilità”.

La disapplicazione della Legge n. 68 del 1999

Questa legge ha come finalità la promozione dell’inserimento e dell’integrazione lavorativa delle persone con disabilità nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. Per collocamento mirato si intende quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto. Attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione.

“Non solo questa legge è stata disapplicata -prosegue il prof. Nazaro Pagano presidente nazionale ANMIC – ma i decreti attuativi non sono mai entrati in vigore”.

Il flop della Legge n.112 del 2016 – chiamato anche “dopo di noi”

“A distanza di 5 anni – prosegue il prof. Nazaro Pagano presidente nazionale ANMIC – questa legge sta già mostrando tutte le criticità che avevamo già sollevato allora. Il territorio italiano non è tutto uguale, una legge che guardava solo alla residenzialità non poteva funzionare e infatti non lo sta facendo”. 

L’inclusione scolastica

“La didattica a distanza – prosegue il prof. Nazaro Pagano – dopo un anno e mezzo, ha mostrato tutti i suoi limiti. La scuola è luogo di accoglimento e non è possibile concepirla in modo diverso. La didattica a distanza però può diventare un supporto per completare quanto fatto in presenza ma sono passaggi successivi. La crisi che si sta manifestando nelle famiglie non ha avuto supporti per le persone con disabilità. Sono stati fatti interventi a spot. Per questo ANMIC chiede che si intervenga già oggi per trovarsi pronti per il nuovo anno scolastico 2021/2022”.

I vaccini

“Non c’è stata una regione -prosegue il prof.Nazaro Pagano presidente nazionale ANMIC -in cui non si siano manifestati disagi per i cittadini con disabilità. Ore di attesa, tempi dilatati, carenza di vaccini. Di fronte a questo deve cambiare la cultura che deve guardare alla società nella sua complessiva organizzazione per essere di supporto alle categorie più fragili e cioè le persone con disabilità”. 

Legge sui caregiver familiari

Tutti ne parlano ma non c’è una legge. C’è una definizione ma non c’è un quadro normativo di riferimento per il suo funzionamento. ANMIC farà ulteriori approfondimenti anche perchè nel decreto Ristori, per i caregiver familiari non c’è ancora attenzione da parte del legislatore. La spiegazione che che l’associazione si è data è che mancano le risorse. 

Le conclusioni del Presidente nazionale ANMIC

“L’emergenza Covid-19 ha messo in crisi il nostro modello di welfare. Per questo è fondamentale – conclude il prof.Nazaro Pagano presidente nazionale ANMIC – attivare quel processo che riguarda il codice della disabilità, unica occasione per mettere ordine nel quadro complessivo sui temi della disabilità. Ci sono troppe leggi che non funzionano e che si contrastano tra di loro. Serve inoltre una netta armonizzazione su tutto il territorio nazionale. Se poi una singola regione vorrà integrare con altre forme di tutela potrà farlo. L’armonizzazione deve però essere coerente. Non ci possono essere disabili di serie A e di serie B”.

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Fonte ANMIC24

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