Il contrassegno unico disabili europeo (Cude) arriva in Italia

Con il Decreto Ministeriale delle Infrastrutture del 5 luglio 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 agosto 2021, anche in Italia è arrivato il CUDE il Contrassegno unico disabili europeo.

Tramite il Cude la persona con disabilità può circolare dove normalmente agli altri utenti è vietato come le ZTL: su tutto il territorio dell’Unione Europea, e non solo in Italia.

Il nuovo contrassegno è stata presentato in conferenza stampa il 21 luglio scorso dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, insieme alla Ministra per le Disabilità, Erika Stefani.

Com’è fatto il Contrassegno unico disabili europeo (Cude)?

Il Cude è digitale. Sostituisce quello cartaceo, introdotto nel 2012. Grazie a questa nuova tecnologia le informazioni del possessore vengono inserite in una banca dati unica. Si tratta della piattaforma unica nazionale informatica dei contrassegni unici, nell’Archivio nazionale dei veicoli della Motorizzazione civile. Non sarà quindi più ogni singolo Comune a conservare i dati per l’accertamento.

Che vantaggi ci sono con l’adozione del nuovo Cude?

Innanzitutto il nuovo Cude consente di circolare liberamente in tutta l’Unione Europea, cosa che prima impossibile perché alcuni Stati riconoscevano i documenti cartacei italiani e altri no. Per quanto riguarda la circolazione nei comuni diversi da quello di residenza non servirà più comunicare lo spostamento. Per esempio se il disabile deve lasciare Bari per andare a Roma non dovrà contattare il Comune per ottenere la possibilità di entrare in una ZTL. Basterà entrare direttamente con il CUDE che registrerà l’autorizzazione. Sino ad oggi la possibilità di transitare su una ZTL era subordinata ad una comunicazione-richiesta da parte dei beneficiari, alla polizia municipale locale.

Come si ottiene il Contrassegno unico disabili europeo?

Per ottenere il Contrassegno unico disabili europeo (Cude), la persona con disabilità deve presentare, presso il proprio Comune di residenza, la richiesta del codice univoco, associato al Cude.

Questa procedura può avvenire anche in via telematica, tramite lo Spid o la carta d’identità digitale. È poi necessario compilare un apposito modulo indicando, «secondo un criterio di priorità di preferenza, il numero di targa di uno o più veicoli, fino ad un massimo di due», che intende utilizzare per muoversi.

Cos’è il Registro Pubblico CUDE?

Il Registro Pubblico CUDE è la banca dati nazionale online che contiene tutte le informazioni relative ai CUDE. Con la digitalizzazione dei dati, il Registro Pubblico CUDE rappresenta un patrimonio informativo nazionale che consente una migliore accessibilità e una rapida registrazione e condivisione dei dati per facilitare la gestione e i controlli dei Comuni e dei Comandi di Polizia Locale.

Si può usare il Contrassegno unico disabili europeo (Cude) su due auto?

Il Cude può essere utilizzato su massimo due veicoli.

In generale però è bene specificare che il Cude è personale. Il suo titolare può fruirne su qualsiasi veicolo abbia a disposizione. Solo che, quando viaggia ad esempio in una ZTL, deve comunicarne di volta in volta la targa al Comune per evitare sanzioni.

Il Comune inserirà i dati, aggiornando la piattaforma unica. Il Ced della Motorizzazione genererà quindi il codice univoco e, da quel momento, il Cude sarà nuovamente valido anche associato a quel veicolo.

Per i furbetti del CUDE è necessario ricordare che non può essere usato se l’intestatario vive in un altra città o addirittura è defunto.

Gli abusi saranno facilmente scoperti visto che la piattaforma si aggiorna in automatico

L’articolo Il CUDE (contrassegno unico disabili europeo) è finalmente realtà, ecco come funziona e come richiederlo proviene da ANMIC.

Fonte ANMIC24

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