Ripristinato l’assegno di invalidità parziale. ANMIC: “Giustizia è stata fatta”

Il legislatore ha ripristinato l’assegno di invalidità parziale. Giustizia è stata fatta per tutti gli invalidi civili parziali che si erano visti togliere l’assegno per aver svolto una parziale e irrilevante attività lavorativa.

Ponendo rimedio alle conseguenze determinate dal Messaggio INPS n. 3495/ 2021 che aveva previsto che, ai fini della concessione dell’assegno di invalidità civile, costituiva presupposto essenziale il mancato svolgimento di qualsivoglia attività lavorativa, il legislatore ha ribadito la precedente interpretazione della norma e ripristinato l’assegno di invalidità parziale.

Lo ha fatto con l’art. 12ter della legge 17 dicembre 2021, n. 215 la legge di stabilità pubblicata in gazzetta ufficiale il 21 dicembre 2021.

Cosa prevedeva il messaggio INPS n.3.495

Secondo quanto affermato dall’INPS il 14 ottobre scorso la Corte di Cassazione, con diverse pronunce, aveva “stabilito” il requisito dell’inattività lavorativa affermando che non fosse una mera condizione di erogabilità della prestazione ma, al pari del requisito sanitario, un elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale. La mancanza dell’inattività lavorativa era inoltre deducibile o rilevabile d’ufficio in qualsiasi stato e grado del giudizio.

Sempre seconod l’INPS quindi la giurisprudenza di legittimità riteneva che lo svolgimento dell’attività lavorativa, a prescindere dalla misura del reddito ricavato, precludesse il diritto al beneficio.

La battaglia di ANMIC per il ripristino dell’assegno di invalidità parziale 

“Come associazione – spiega il prof.Nazaro Pagano presidente nazionale ANMIC – abbiamo subito fatto sentire la nostra voce. Le persone con disabilità erano davanti ad un bivio: o lavorare o percepire l’assegno. Questa è una vittoria di ANMIC. Mi sento quindi di ringraziare la nostra associazione che è stata la prima ad intervenire per porre rimedio a questa azione indegna. ANMIC è un pilastro della vita sociale. E questa è la dimostrazione del nostro impegno nei confronti delle persone con disabilità”.

L’appoggio della ministra Stefani e del ministro Orlando

Il mio grazie – prosegue il prof.Nazaro Pagano presidente nazionale ANMIC – va anche al mondo delle istituzioni e al ministro della disabilità Erika Stefani e al ministro del lavoro Andrea Orlando per averci sostenuto in questa battaglia. In Commissione al Senato, nel decreto legislativo fiscale, subito dopo il nostro interessamento è stato approvato l’emendamento che ripristinava l’assegno. Oggi finalmente con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale chiudiamo il 2021 con una vittoria per tutti gli invalidi parziali”.

Cosa prevede l’art. 12ter della legge 17 dicembre 2021, n. 215

Il legislatore con l’art. 12ter della legge 17 dicembre 2021, n. 215 ha ripristinato la precedente interpretazione della norma.

Il requisito dell’inattività lavorativa, previsto dall’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118 e successive modificazioni, è soddisfatto qualora l’invalido parziale svolga una attività lavorativa il cui reddito risulti inferiore a quello previsto ai fini della concessione dell’assegno (oggi euro 4.931,29). Pertanto, non qualsiasi attività lavorativa ma solo quella produttiva di un reddito superiore alla detta somma, impedisce la possibilità di beneficiare dell‘assegno.

La norma è di natura interpretativa e quindi ha una valenza retroattiva

I provvedimenti di mancata concessione dell’assegno e quelli di revoca adottati in conseguenza dell’applicazione del masaggio INPS n. 3494/ 2021, potranno essere impugnati innanzi all’autorità giudiziaria.

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Fonte ANMIC24

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