Disturbi per l’abuso di internet: in Puglia una struttura socio-sanitaria.

ll Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto superiore di sanità (Iss), ha presentato la prima mappa sulla distribuzione delle strutture socio-sanitarie che si occupano dei disturbi legati all’abuso di internet. In totale sono 99 i centri che in Italia si occupano della dipendenza da internet, di cui 83 del Servizio sanitario nazionale e 16 del privato. Il progetto si chiama CCM – Ministero della salute Rete senza fili. Salute e Internet Addiction Disorder (IAD) ed è coordinato dalla ASL CN2 Alba-Bra, Dipartimento delle Dipendenze della Regione Piemonte, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

La dipendenza o abuso di internet  è tale se occupa gran parte della giornata, accompagnandosi a incapacità di controllo, alterazioni dell’umore, progressivo abbandono dei compiti e degli interessi precedenti e, talvolta, a fenomeni di ritiro dalla vita sociale.

Disturbi per l’abuso di internet: come consultare la mappa

Per conoscere oltre se nella propria Regione di residenza esiste uno dei centri contro le dipendenze da internet è sufficiente collegarsi a Istituto Superiore di SanitàDipendenze da Internet ed inserendo il nome della Regione, la provincia ed eventualmente il comune di appartenenza.

Cosa fanno i centri dei disturbi legati all’abuso di internet

Oltre a suggerire l’importanza di un precoce intervento educativo dello strumento digitale, i centri rivolgono il loro interesse a comprendere le difficoltà personali e relazionali dei ragazzi. L’intento degli specialisti è infatti quello di aumentare la consapevolezza del soggetto e favorire soluzioni più adattive possibili.

Quali figure ci sono nei centri dei disturbi legati all’abuso di internet

All’interno dei centri ci sono diverse figure professionali: psicoterapeuti (che rappresentano il 29% del totale), assistenti sociali ed educatori professionali (entrambi 16%), psichiatri e neuropsichiatri. (15%).

La dipendenza da Internet nell’adolescenza 

Ragazzi e ragazze sempre più frequentemente passano il loro tempo su internet. La dipendenza scatta quando non riescono a farne a meno e, privati della rete, provano un forte disagio che non attenuano in nessun altro modo.
Lo studio di questo fenomeno è in corso già da diversi anni. La difficoltà sta però nell’ individuare in senso univoco una “dipendenza da internet” . Questo perchè non esiste un parametro oggettivo secondo cui categorizzare il concetto di utilizzo “eccessivo”. In secondo luogo capita che l’uso incontrollato della rete e dei social network nasconda altri tipi di problematiche legate più in generale al disagio sociale. 
Da un recente studio – ripreso dall’Organizzazione Save the Children – emerge che il 5% dei giovani tra i 14 e i 21 anni è moderatamente dipendente da internet e lo 0,8% è seriamente dipendente. Il fenomeno può includere la dipendenza dai social network, il gioco online, lo shopping o i siti pornografici.

Quali sono i sintomi della dipendenza o abuso di internet:

  • Tanto tempo online da perdere la percezione di fame e sonno
  • discussioni e bugie, soprattutto quando si parla del tempo trascorso online
  • Rabbia, tensione, ansia o depressione quando si è “disconnessi” alla rete
  • Si cerca di essere sempre online manifestando il desiderio di possedere device sempre più tecnologici
  • Si manifestano segnali di isolamento sociale e scarsi risultati a scuola

Quando la dipendenza diventa patologica: il fenomeno degli Hikikomori

Hikikomori è un disagio adattivo descritto e osservato per la prima volta in Giappone.

Si tratta di una forma di isolamento sociale che ha come cardine l’ansia del giudizio, la difficoltà di adattarsi o la vergogna per non riuscire ad adattarsi. Chi è affetto da questa grave forma di dipendenza si isola da tutti, anche dai genitori, dalla famiglia in generale, dagli amici. Ci sono giovani che non parlano più con nessuno e nemmeno comunicano con altre persone su internet. La deriva più preoccupante dell’hikikomori, è che ha rischi depressivi e suicidari. Hikikomori, come molti disagi psicologici, va da una condizione moderata, in cui si hanno difficoltà relazionali ma si continua ad andare a scuola e ad avere qualche amico, a una in cui non si è più in grado di legare con gli altri, e allora si comincia ad abbandonare tutto. Si parte dalle attività extrascolastiche sino ad arrivare alla scuola.

Cosa fare se si pensa che un minore abbia sviluppato una dipendenza da internet

Il primo step è quello di mantenere un dialogo aperto con il bambino o ragazzo che possa sembrare in difficoltà per dipendenza dalla Rete.

È importante non ricorrere subito a divieti e punizioni ma mantenere un atteggiamento di ascolto. Una buona relazione tra adulto (genitore o altro familiare di riferimento) e adolescente può contribuire significativamente a prevenire il rischio di dipendenza. 
Alcune azioni possibili che si possono subito intraprendere sono: conoscere il mondo online che i figli frequentano e con il quale interagiscono così tanto; creare un dialogo sull’essere online; chiedere come si proteggono online cercando di insegnare come tutelarsi; creare momenti per fare cose insieme su Internet: puoi, ad esempio, trovare un interesse o un hobby comune online.

Disturbi per l’abuso di internet: l’importanza delle regole:

Il genitore deve stabilire quanto tempo utilizzare internet al giorno, cosa fare e non fare sui social, come gestire le password o i contatti con gli sconosciuti.
Se la situazione è grave e gli strumenti educativi si sono rivelati insufficienti, è bene rivolgersi al proprio medico di base o al pediatra per essere indirizzati ai servizi di supporto psicologico presenti sul territorio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.