BARI E PROVINCIA

Distribuzione delle Risorse: Un’Ingiustizia verso le Persone con Disabilità

In un’epoca in cui le risorse finanziarie sembrano abbondare per iniziative di vario genere, come i bonus e i super bonus, i grandi progetti infrastrutturali come i ponti e persino i contributi ai parlamentari per acquistare dispositivi tecnologici quali cellulari e PC, emerge una questione cruciale: perché non si trova lo stesso impegno finanziario per aumentare le pensioni e gli assegni per le Persone con disabilità?

Questa contraddizione è particolarmente evidente alla luce del fatto che i parlamentari godono già di stipendi generosi, accompagnati da varie agevolazioni e rimborsi. In questo contesto, sembra quasi ironico che manchi completamente lo spazio per discutere e considerare aumenti significativi nelle pensioni e negli assegni destinati alle Persone con disabilità. Questa è una comunità che richiede supporto e attenzione, non trascuratezza.

La situazione diventa ancora più preoccupante se si considera che dal 2008, una petizione di iniziativa popolare (a firma ANMIC) che chiede esattamente questo tipo di aumento per le pensioni si perde nei meandri oscuri del Parlamento, senza trovare ascolto né attenzione. Questo lascia trasparire un quadro di indifferenza e di mancata priorità nei confronti di una delle fasce più vulnerabili della nostra società.

“È tempo di rivedere le nostre priorità e di assicurare – commenta Michele Caradonna Presidente provinciale ANMIC Bari e componente della Giunta esecutiva Nazionale ANMIC) che le risorse disponibili siano distribuite in modo più equo ed efficace. La mancanza di discussione e azione in questo ambito non è solo un problema di politica sociale, ma riflette una più ampia questione morale e di giustizia. Le persone con disabilità meritano più di un semplice riconoscimento retorico; hanno bisogno di azioni concrete e di supporto tangibile per vivere vite dignitose e inclusive.

In conclusione, è fondamentale che le istituzioni prendano atto di questa ingiustizia e agiscano per correggere questo squilibrio, dando priorità ai bisogni reali delle persone e garantendo che anche le voci meno udite vengano ascoltate e considerate nelle decisioni che riguardano il nostro futuro collettivo.

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